Chi siamo

Fondata da Nadij e Eugenie Mahlab negli anni ’50, Ideal Gomma è stata la prima azienda a importare e distribuire in Italia prodotti in pura gomma naturale realizzati secondo le migliori e più moderne tecniche di lavorazione.

Una storia ricca di innovazioni che ha dato vita a Freetime, la linea Ideal Gomma di prodotti pratici, divertenti e pensati per il tempo libero di tutta la famiglia. Fare movimento all’insegna del buonumore è oggi alla portata di tutti: anche i più pigri non hanno scuse!

SPORT

Fare attività fisica è il miglior modo per stare bene con se stessi e con gli altri. Ecco perché abbiamo realizzato i migliori prodotti per lo sport!

QUALITÀ

Per i nostri prodotti utilizziamo solo materie prime naturali lavorate con le tecniche più innovative. Solo così il tempo libero è davvero di qualità.

COMFORT

Lo stile è importante, ma quando si parla di attività fisica non si può rinunciare al comfort. La linea Freetime è pensata per offrire la massima libertà di movimento e di pensiero!

COMFORT

Cuffie, occhialini, materassini da spiaggia, accessori da camping, racchette, palloni e tanto altro. Tutte le Collezioni Freetime sono i compagni ideali per fare una vita attiva!

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Collezioni

Chi ama l’attività fisica, il camping e, in genere, la vita all’aria aperta non ha che da scegliere. Idealgomma, infatti, offre un’ampia gamma di prodotti ideati per tutta la famiglia, dai più grandi ai più piccoli. Gli unici a cui non abbiamo pensato sono i pigri, che non vogliono mai uscire di casa.
Ma anche loro, dopo aver provato Freetime, cambieranno idea e stile di vita!

Esiste una condizione esistenziale che spinge l’essere umano ad osare oltre i limiti del vissuto passato per soddisfare una brama di conoscenza e per mettere alla prova la capacita’ di superare le proprie paure. Da un tale inquieto stato dell’animo nascono le imprese personali piu’ disparate e le carriere piu’ inverosimili.

Fu cosi’ che giovedi’ scorso mi ritrovai di fronte ad un gigantesco sacco da pugilato attaccato su una pedana a terra, oltre un metro di altezza e cento chili di massa sabbiosa nel rivestimento. La palestra che frequento offre un corso di kick power, un allenamento pseudopugilistico a ritmo di samba e di salsa, l’istruttore allinea gli allievi a coppie ai lati degli enormi sacchi e di solito dispone donne con donne e uomini con uomini, per calibrare la forza fisica che si abbattera’ sull’attrezzo. Io sono capitato con un signore dalla evidente e tipica corporatura da ex pugile che saltellava sbuffando con impazienza mentre l’istruttore spiegava a tutti gli altri gli scopi del corso e i movimenti base. “Jab, cross, uppercut”, sono termini che associamo ai grandi incontri di boxe che vediamo in televisione, ma accompagnati dai ritmi latinoamericani divengono spostamenti degli arti in sintonia con le note. (1/4 continua)

Le mani vengono fasciate da guanti particolari rinforzati sulle nocche e i piedi si devono muovere continuamente e con cadenze da ballerini… La prima prova di potenza richiede di trasportare il pesantissimo sacco in posizione, ci sono due metodi, quello di chi e’ gia’ esperto e fa rotolare la pedana fino a porla dove si desidera e il mio, che richiede di abbracciare il corpo del sacco, alzandolo e caricandolo fino a rendersi conto che si tratta di un’impresa impossibile il cui unico obiettivo e’ abbattersi distrutti sul pavimento.

E’ sufficiente osservare a questo punto come stanno facendo gli altri per arrossire violentemente e vergognarsi alle gelide occhiate di disapprovazione delle ragazze e apprendere cosi’ dai propri errori. “…con la gamba destra sempre avanti, destro destro sinistro, destro sinistro destro, sinistro sinistro destro, poi vi abbassate a schivata e ripetete la sequenza con la gamba sinistra avanti e…”, la voce dell’insegnante si blocco’ all’improvviso al suono sordo di un colpo fortissimo che il mio compagno aveva tirato contro il sacco, spostandolo di mezzo metro con me dietro. “Tieni sempre la guardia alta, le mani all’altezza del mento”, l’istruttore mi disse avvicinandosi spaventato e questo sarebbe stato il consiglio piu’ importante della mia carriera appena iniziata, come mi accorsi in seguito, “e lei”, si rivolse al compagno di sacca :”guardi che siamo qui a divertirci a suon di musica, non deve suonare lui”, e indico’ separatamente me e poi il sacco. (2/4 continua)

L’ex pugile annui’ con la testa emettendo un :”uh”. La musica riprese e l’insegnante aggiunse alla coreografia il calcio alto contro il sacco e il pugile si avvento’ e mi fece letteralmente volare via spinto dall’oscillazione violentissima che il colpo trasmise all’attrezzo. L’istruttore mi raccolse, mi ricompose e mi riporto’ in posizione e rimprovero’ di nuovo il mio compagno :”lei deve solo appoggiare i pugni sul sacco, deve inseguire il ritmo!”. “Uh”, fu la sintetica risposta…

L’ex pugile dovette evidentemente credere che io mi chiamassi “ritmo” e non semplicemente Roberto, perche’ alla sequenza successiva finii all’angolo opposto della sala ed ebbi un moto di disappunto e gettai a terra l’asciugamano per protesta, se avessi avuto la spugna avrei gettato anche quella e anche la tessera di iscrizione alla palestra. La prima sconfitta puo’ provocare due risultati, l’abbandono definitivo oppure una nuova consapevolezza che fa stringere i denti e riprovare, io avrei scelto l’abbandono, ma lo sguardo ironico dell’istruttore e le aperte risate di tutte le ragazze del corso mi fecero stringere i denti.L’insegnante a questo punto allontano’ il mio compagno di sacco e gliene diede uno tutto per lui e cosi’ anche io ebbi il mio personale e finalmente potei divertirmi entrando talmente nel gioco che ricevetti i complimenti da tutti. Avevo imparato a mie spese alcuni concetti base, la guardia sempre alta e il gioco di gambe per evitare il ritorno del sacco : in pochi minuti, grazie allo scatenato pugile che mi ero ritrovato a fianco, appresi quanto un principiante impara in molte e molte sedute di allenamento. (3/4 continua)

 Alla fine della divertente lezione mi sono avvicinato all’ex pugile per salutarlo, ero preoccupato che non ci fosse rimasto male, e lui mi ha risposto con un cordialissimo :”uh”. Uscimmo insieme per prendere i mezzi pubblici e iniziammo a chiacchierare, gli raccontai di me e lui mi racconto’ di se’ con una parola sola :”uh”. Il tram tardava e cosi’ parlai di arte e di letteratura e lui parve davvero interessato a qualunque cosa gli dicessi e rispondeva sempre con il classico “uh” a cadenza regolare…Al ritorno a casa riflettei sul mio futuro, mi venne alla mente che forse un giorno anche io, dopo una carriera da pugile e molti colpi ricevuti, sarei finito monosillabico come Rocky nei film e come il mio amico della palestra, poi sorrisi al pensiero, erano solo allegre lezioni di danza attorno ad un sacco da pugilato…

Madison Square Garden – molti anni dopo
“Una serata storica cari ascoltatori, la finale dei pesi minimi vede sul ring per l’ennesima volta Uh Rob, accolto da una ovazione del pubblico che riempie ogni ordine di posti. Il campione ha accettato di rispondere alle domande del vostro radiocronista… Uh Rob, si racconta di te una antica passione per la letteratura e per l’arte, come sei riuscito a conciliare la carriera da pugile professionista con il tuo passato, per cosi’ dire, intellettuale?”
“Uh”

Scritto da Roberto Mahlab

Curiosità

I prodotti Freetime hanno tutti i numeri per far amare ancora di più lo sport preferito e trascorrere in allegria il tempo libero. Anzi, quando si parla di attività fisica, Freetime è il numero 1!

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